Blog

Benchmarking su politiche internazionali inerenti all’adozione di Sustainable Aviation Fuels (SAF)

Presentato lo studio della Fondazione PACTA realizzato da Marsh Risk

Roma, 16 aprile 2026 – Si è svolto presso il MoMeC l’evento promosso dalla Fondazione PACTA – Patto per la Decarbonizzazione del Trasporto Aereo, dedicato alla presentazione dello studio “Benchmarking su politiche internazionali inerenti all’adozione di Sustainable Aviation Fuels (SAF)”, realizzato da Marsh Risk.

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, industria e mondo accademico su uno dei temi più strategici per il futuro del settore: lo sviluppo e l’adozione dei carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF), considerati una leva imprescindibile per la riduzione delle emissioni in un comparto difficilmente elettrificabile.

Nel corso dell’evento è emerso con chiarezza come, a livello globale, il SAF sia ormai riconosciuto come uno degli strumenti più concreti per accompagnare la transizione energetica del trasporto aereo. Tuttavia, sono state evidenziate anche criticità rilevanti, legate in particolare alla disponibilità di materie prime, alla capacità produttiva ancora limitata e alla sostenibilità economica degli investimenti necessari per lo sviluppo della filiera.

Lo studio è stato esposto da Bruno Dotti, Head of Risk, Climate e Sustainability, Marsh Risk Europe, in seguito all’introduzione ai lavori di Veronica Pamio, Direttore Generale Fondazione PACTA e Senior Vice President External Affairs, Sustainability di Aeroporti di Roma e Diego Montemurri – Head of Marsh Risk Italy.

Il lavoro presentato ha analizzato le politiche adottate in 13 Paesi e regioni del mondo: Unione Europea, Regno Unito, Stati Uniti, Brasile, Giappone, Singapore, Indonesia, Malesia, India, Cina, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Canada. Per ciascun paese sono stati approfonditi i target legati alla produzione e al consumo di SAF; gli strumenti e meccanismi incentivanti, volti a favorire il raggiungimento dei target e i meccanismi sanzionatori previsti dalle normative in vigore.

È stato delineato un quadro articolato che riflette la complessità della sfida e la necessità di politiche flessibili, coordinate e orientate ai risultati. Nel corso del convegno sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, del mondo regolatorio e della ricerca, offrendo prospettive complementari sui principali nodi della transizione del settore.


Nel suo intervento, l’On. Salvatore Deidda, Presidente della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, ha evidenziato la rilevanza strategica della fase attuale, sottolineando come il 2026 rappresenti un passaggio cruciale per il settore: “Il 2026 sarà un anno chiave per la revisione del sistema ETS, e proprio per questo il confronto avviato oggi arriva in un momento particolarmente opportuno. Non è realistico immaginare un’abolizione del sistema, ma è necessario lavorare a una sua evoluzione che tenga conto delle nuove dinamiche geopolitiche e delle criticità emerse negli ultimi anni. Dobbiamo evitare di affrontare ogni crisi in modo emergenziale, perché questo rischia di indebolire la capacità di programmazione e di visione strategica. Il tema della disponibilità di SAF, ad esempio, non nasce oggi: è una questione strutturale che richiede investimenti ingenti e scelte politiche coraggiose. Serve quindi un approccio sistemico, che superi le frammentazioni e consenta di costruire una posizione condivisa a livello europeo, capace di tutelare la competitività del settore e rafforzarne la resilienza nel lungo periodo.

Anche l’On. Nicola Procaccini, Co-Presidente del gruppo ECR al Parlamento europeo, ha rimarcato l’importanza di un approccio equilibrato alla transizione del settore:
La decarbonizzazione del trasporto aereo è una sfida imprescindibile, ma deve ess ere affrontata con pragmatismo e visione strategica. È fondamentale evitare approcci ideologici che rischiano di compromettere la competitività del sistema europeo, soprattutto in un contesto internazionale caratterizzato da modelli regolatori molto diversi. Il tema dei SAF rappresenta un banco di prova importante: dobbiamo sostenere lo sviluppo della filiera, favorire gli investimenti e garantire condizioni di mercato stabili. Allo stesso tempo, è necessario mantenere un equilibrio tra obiettivi ambientali e sostenibilità economica, per non penalizzare operatori e cittadini. L’Europa ha l’opportunità di guidare questa transizione, ma solo se saprà coniugare ambizione e realismo.”

Carmela Tripaldi, Direttore Centrale Standard Tecnici e Operatività Aeronautica di ENAC, ha sottolineato il ruolo centrale delle istituzioni nella fase di attuazione delle normative e il valore del modello italiano di collaborazione tra stakeholder: “Il percorso che abbiamo costruito in questi anni in PACTA, ma anche nell’osservatorio SAF di ENAC, rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, industria e mondo della ricerca. Questo modello ha consentito all’Italia di avere un ruolo attivo anche a livello europeo, contribuendo al dibattito regolatorio e alla definizione delle politiche. Oggi, però, entriamo in una fase ancora più delicata, che è quella dell’applicazione concreta delle norme. Questo significa garantire un equilibrio tra obblighi, sistemi di controllo e sostenibilità economica per gli operatori. Le regole europee sono chiare, ma la loro implementazione richiede un forte coordinamento tra le autorità nazionali, per evitare distorsioni competitive e assicurare condizioni omogenee. Allo stesso tempo, è fondamentale continuare a valorizzare il dialogo con tutti gli attori della filiera, perché solo attraverso un confronto costante è possibile affrontare una transizione così complessa.



 

Il Prof. David Chiaramonti, Presidente della BioFuture Platform, ha posto l’attenzione sulle principali sfide strutturali legate allo sviluppo dei SAF, in particolare sul tema delle materie prime e sull’evoluzione delle politiche climatiche: “Uno dei nodi principali riguarda la disponibilità dei feedstock: oggi oltre il 90% del SAF deriva da rifiuti, ma la quantità disponibile è limitata e fortemente condizionata da definizioni regolatorie che non sono uniformi a livello globale. Questo crea un vero e proprio collo di bottiglia che rischia di rallentare lo sviluppo del settore. Parallelamente, stiamo assistendo a un cambiamento di paradigma nelle politiche energetiche e climatiche: si sta passando progressivamente da obiettivi quantitativi a sistemi basati sul carbon accounting, in cui il valore economico è legato alla reale riduzione delle emissioni. Questo apre nuove opportunità, ma richiede anche una maggiore armonizzazione internazionale delle regole e dei criteri di sostenibilità. In questo contesto, il coordinamento tra Paesi e piattaforme multilaterali diventa fondamentale per garantire coerenza ed efficacia alle politiche di transizione.

Le principali evidenze dello studio

Tra le evidenze dello studio emerge l’identificazione di tre principali approcci governativi:

  1. Politiche stringenti, come quelle dell’Unione Europea, che ha introdotto il Regolamento RefuelEU Aviation con target vincolanti di miscelazione SAF (6% entro il 2030 e 70% entro il 2050) e un sistema di sanzioni pecuniarie a carico degli operatori non conformi, supportato da un ampio pacchetto di investimenti e incentivi pubblici;
  2. Approccio di supporto all’industria, come negli Stati Uniti, dove la SAF Grand Challenge punta a incrementare la produzione nazionale attraverso incentivi fiscali, programmi federali e collaborazioni inter-agenzia, senza imporre obblighi diretti alle aziende, ma con meccanismi di mercato e sanzioni indirette legate al Renewable Fuel Standard;
  3. Approcci misti, come nel Regno Unito, che ha introdotto un SAF Mandate con quote crescenti di miscelazione e target intermedi, affiancati da meccanismi incentivanti per investitori e produttori, nonché da sanzioni e meccanismi di compensazione per il mancato raggiungimento degli obiettivi.

Lo studio ha evidenziato che la varietà degli approcci governativi riflette sia le diverse condizioni nazionali sia la complessità della sfida climatica. Per superare le difficoltà legate alla diffusione del SAF e favorire lo sviluppo del settore, sarà necessario adottare politiche adattive, promuovere la cooperazione internazionale e incentivare l’innovazione tecnologica, elementi chiave per garantire un futuro aereo più sostenibile.

Consulta la sintesi dello studio: Benchmarking su politiche internazionali inerenti all’adozione di SAF

CARTELLA FOTO 

 

IL FOGLIO quotidiano: I carburanti sostenibili sono una lezione sulla transizione non isterica