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14 aprile 2016
Al via “Navigare il territorio”
Riapre al pubblico il Parco archeologico dei Porti Imperiali di Claudio e Traiano. In programma laboratori per le scuole e visite per i passeggeri del Leonardo da Vinci. Superata quota 10.000 presenze nel 2015

 Tutti i fine settimana, a partire dal prossimo sabato e fino al 30 ottobre, sarà possibile visitare, dalle 11.00 alle 18.00, l’unico porto romano giunto intatto fino al nostro tempo, grazie a "Navigare il Territorio” un progetto della Fondazione Benetton Studi Ricerche, organizzato e gestito da Aeroporti di Roma e promosso dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma; in collaborazione con la Città di Fiumicino e con la Rete scolastica “Progetto Tirreno - Eco-Schools”.
I significativi risultati ottenuti nel 2015, con oltre 10.000 presenze nei fine settimana, hanno motivato quest’anno la scelta di anticipare l’apertura ad aprile, per consentire di visitare il parco archeologico al maggior numero possibile di visitatori.

Il programma di Navigare il Territorio prevede visite guidate, laboratori e attività rivolte a famiglie, a bambini e ragazzi, per scoprire un sito archeologico tra i più importanti dell’Antica Roma. Diverse le iniziative disponibili: dalla biblioteca per raccontare storia e archeologia ai più piccoli, a tour a misura di bambino. Saranno proprio i ragazzi delle scuole della Rete "Progetto Tirreno", supportati da personale specializzato della Soprintendenza, a promuovere percorsi guidati, dedicati ai piccoli dai 3 ai 6 anni.

I tesori del Porto saranno disponibili anche per i passeggeri del Leonardo da Vinci: nei giorni di apertura infatti, sarà operativa al Terminal 3, livello Partenze, una navetta gratuita per raggiungere il Parco archeologico in pochi minuti direttamente dall’aeroporto. Il servizio è stato progettato anche a beneficio dei passeggeri in transito sul Leonardo da Vinci che vogliano sfruttare il tempo tra il volo di arrivo e quello di partenza, visitando gratuitamente un sito di elevato rilievo storico e culturale. All’interno dello scalo, infine, è stato allestito un apposito corner informativo per illustrare ai passeggeri le particolarità del sito archeologico.

Con questa seconda edizione, Navigare il Territorio, grazie alla sinergia tra pubblico e privato, alla collaborazione tra il mondo delle infrastrutture e dei trasporti e quello della cultura, prosegue nella sua attività di valorizzazione del territorio e di coinvolgimento delle comunità locali, a partire dal patrimonio dei giovani della scuola di Fiumicino.  

Tutti i materiali dell'iniziativa, comprese le indicazioni su come partecipare alle attività gratuite, sono disponibili sui siti www.navigareilterritorio.it e su www.adr.it.


Il Porto Imperiale di Claudio e Traiano, scheda

Considerato una della più importanti opere di ingegneria civile del mondo antico, con la sua celebre forma esagonale, il Porto di Traiano permetteva l’attracco contemporaneo di circa duecento navi.
Nel ii secolo d.C., Roma raggiungeva il milione e mezzo di abitanti, era capitale di un impero multietnico, centro politico e motore di un mercato che si estendeva dalle coste atlantiche dell’Europa alla penisola arabica. La forte crescita demografica e i conseguenti problemi di approvvigionamento indussero l’imperatore Claudio a far costruire, a partire dal 42 d.C., un nuovo scalo marittimo a nord di Ostia, nell’attuale Fiumicino.

 

Il grande porto, ampio quasi 200 ettari, si mostrò però poco sicuro. L’imperatore Traiano, per risolvere questa situazione, tra il 112 e il 114 d. C., lo fece riprogettare dal famoso architetto Apollodoro di Damasco che propose di scavare interamente sulla terraferma un nuovo bacino di 32 ettari creando così uno dei più grandi porti di tutto l’impero.
Il porto, perfettamente conservato, si inserisce oggi all’interno di un parco archeologico e naturalistico che consente di affiancare, alla visita dei resti storici, anche l’osservazione di avifauna e di molteplici varietà naturalistiche.

Dal porto al parco. Il paesaggio attuale del porto di Traiano 

Il Parco Archeologico è un paesaggio di grandissimo valore culturale e naturale, in cui i resti dell’antico porto si legano al patrimonio arboreo e agli specchi d’acqua, in una unità armonica resa suggestiva dalle tracce del tempo e dall’ambiente creato con la bonifica delle paludi nei primi decenni del 1900.
Il parco sorge sul terreno di sedimentazione depositatosi in circa duemila anni che, all’inizio dell’età moderna (XV secolo), era ormai completamente insabbiato e trasformato in palude. Nel 1924 Giovanni Torlonia, con l'intento di trasformare il sito in tenuta agricola modello, bonificò l’area. Le specie impiegate sono quelle tipiche italiane. Le uniche linee estetiche e geometriche riconoscibili sono quelle dei filari di alberi: platano, cipresso, pino leccio, eucalipto, lungo ì viali e intorno alla Darsena.

Il criterio adottato dallo Stato per l'intervento di riqualificazione dell’area come Parco Archeologico Naturalistico (1997-1998) è stato quello di consentire la lettura dell'antico porto nel rispetto e nella valorizzazione dell'importante patrimonio vegetazione, favorendo l’evoluzione naturale del paesaggio. Nelle aree dove prima c’era il mare è stata scelta una vegetazione bassa a prato per consentire la spazialità dello sguardo e l'idea delle acque nel bacino portuale.

Un accorgimento simile, ma con applicazione quasi opposta, è stato adottato nell'antica Darsena dove è stata mantenuta la vegetazione palustre composta da canne che, ondeggiando al vento, potessero ricordare il movimento e il rumore del mare. Un indicatore importante è costituito nell’area dalle specie di licheni. Bioindicatori della qualità dell'aria, sia con la loro presenza e, ancor più, con la loro assenza, sono specie in grado di fornire informazioni importanti di un parco che costituisce un polmone verde all’interno di un territorio molto antropizzato.