Oh oh oh Merry Christmas!

Le origini di Santa Claus e un viaggio nel suo Villaggio in Lapponia

Di Paola Moretti

Il Villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi

 

Il Natale, soprattutto per i bambini, è un periodo magico e quasi tutti ricordano con gioia e nostalgia l’attesa dell’arrivo del vecchietto dalla barba bianca vestito di rosso, che scendeva dal camino e portava i doni nelle nostre case la notte della Vigilia. 

Ma qual è la vera storia di Babbo Natale?

Il mito di Babbo Natale trae le sue radici dalla leggenda di Nicola di Myra, Santo cattolico nato intorno al 270 d.c., divenuto vescovo di Myra in Licia, l’attuale Turchia. Secondo la tradizione San Nicola regalò una dote – tre palle d’oro - a tre fanciulle povere, perché potessero andare spose invece di prostituirsi e, in un’altra occasione, salvò tre bambini da un crudele destino. Da qui nacque, durante il medioevo, l’uso di commemorare questo episodio con lo scambio di doni nel giorno del Santo - 6 dicembre -.

La leggenda del santo cristiano si interseca con la mitologia nordica e in particolar modo con la figura di Odino, che secondo il folclore germanico, ogni anno teneva una grande battuta di caccia nel periodo del solstizio d’inverno accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti. La tradizione voleva che i bambini lasciassero i propri stivali vicino al camino riempiendoli di carote, paglia e zucchero per sfamare il cavallo volante del dio.  In cambio Odino avrebbe sostituito il cibo con dolcetti o regali. Un’usanza che ricorda da vicino quella della calza della Befana tipica dell’Italia centro meridionale.

Il Santa Claus moderno trae le sue origini da Sinterklaas, il nome olandese del personaggio fantastico derivato da San Nicola. Gli abiti di Sinterklaas sono ancora quelli del vescovo di Mira, con tanto di mitra rossa in testa, croce dorata e pastorale. Sinterklaas vola sui tetti delle case cavalcando un cavallo bianco come quello di Odino, mentre i suoi aiutanti scendono nei comignoli per lasciare i doni ai bambini. E’ probabile che la tradizione di Sinterklaas sia sbarcata in America insieme ai coloni olandesi.

Negli anni ’30 la Coca Cola decise di usare Santa Claus per una campagna pubblicitaria e fu l’illustratore Haddon Sundblom, a dargli la sua consacrazione definitiva: un vecchietto arzillo dai folti capelli e lunga barba bianca vestito con pantaloni bianchi e giaccone rosso, che guida una slitta trainata da renne.

Ma dove vive Babbo Natale?

Non esiste un’unica casa di Babbo Natale, poiché cambia a seconda delle tradizioni dei vari paesi; negli Stati Uniti il suo indirizzo è al Polo Nord, in Alaska; in Europa, invece, la sua dimora si trova nella Lapponia Finlandese, nel Circolo Polare Artico, a poca distanza da Rovaniemi.

Proprio a Rovaniemi, dopo la seconda guerra mondiale, in occasione della visita di Eleanor Roosevelt, nacque Il Santa Claus Village. Si presentò infatti la necessità di creare un luogo dove accogliere un tale evento ufficiale per cui fu realizzata una capanna nel Circolo Polare Artico a Rovaniemi. Questa capanna segnò la nascita del Villaggio.

Oggi, in questo luogo magico è possibile incontrare Babbo Natale in persona nella sua casetta di legno, dove c’è un vero e proprio ufficio postale in cui Santa Claus riceve grandi e piccini provenienti da tutto il mondo. All’interno del suo ufficio contornato di libri, francobolli e regali unici ci si può sedere e scrivere messaggi agli amici più cari. Penseranno gli allegri e diligenti elfi a spedire le lettere dopo aver apposto il timbro autentico speciale del Circolo Polare Artico.

Nel Villaggio si trovano negozi di souvenir, ristoranti, caffè e inoltre è possibile soggiornare nel Glass Resort che offre alloggi di tipo igloo di vetro o in un villaggio vacanze.

Il Santa Claus Village è senza dubbio l’attrazione più famosa di Rovaniemi ma sono tante le esperienze che si possono fare: la corsa sulla slitta trainata da renne o da husky, percorrendo i paesaggi artici ammirando gli spettacolari giochi di luce dell’aurora boreale; la visita alla fattoria delle renne dove vivono i pastori lapponi - se si è fortunati, intorno al fuoco della “kota“, la tipica tenda del popolo Sami, si può assistere alla cerimonia del battesimo lappone -. Da non perdere, è la visita al Museo Arktikum, che propone interessanti testimonianze della cultura di questo popolo e delle altre minoranze etniche locali; il centro scientifico a tema forestale Pilke, un museo interattivo, dove adulti e bambini possono imparare attraverso varie attività, a utilizzare fonti di energia rinnovabile, quindi a preservare il nostro patrimonio green. Per gli appassionati d’arte merita una visita la Casa della Cultura Korundi. Questo vecchio deposito degli autobus, costruito in mattoni rossi è uno dei pochi edifici sopravvissuti ai bombardamenti della seconda guerra mondiale che distrussero Rovaniemi. Ristrutturato e trasformato in un museo e centro concerti, il Korundi espone opere contemporanee di artisti finlandesi.

Tappa imperdibile per gli amanti degli animali è Ranua Wildlife Park situato a circa 30 chilometri da Rovaniemi. Qui si potranno incontrare orsi, linci, lupi e uccelli artici percorrendo un sentiero nel bosco di quasi 3 chilometri.

Lungo il fiume Kemijoki si può praticare l’ice swimming, ovvero, nuotare nel ghiaccio. L’ice swimming, abbinato sempre a una sauna bollente, è una pratica molto diffusa tra gli abitanti di Rovaniemi e ritenuta perfetta per salvaguardare la salute del nostro cuore. 

Uno spunto di viaggio sicuramente suggestivo sia per i bambini sia per gli adulti soprattutto da fare in questo periodo, dove si respira a pieno la magia e la gioia del Natale.

Merry Christmas!