La Safety capitanata da donne

Aeroporti sicuri con manager al femminile a guardia della certificazione. Un settore cruciale, il Safety & Compliance Management (S&CMM), dove il 38% in ADR è donna: un esempio di meritocrazia e parità di genere che va oltre le quote rosa. A testimoniarlo a My Airport, Marina Maschio, S&CMM dell’Aeroporto di Fiumicino e Cristina Panniello nello stesso ruolo per lo scalo di Ciampino.

Di Giovanni Scorpati

 

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Senza alcuna retorica Aeroporti di Roma punta alla parità di genere, un impegno verso la necessità di costruire un futuro equo, non solo a parole. Sono “governati”, per la delicata e complessa area di Safety e Compliance, da donne, non a caso, gli importanti scali romani di Fiumicino e Ciampino che devono la loro operatività al “Regolamento Europeo 2014/139 e relative direttive”, rispondendo a dei precisi requisiti ai fini del rilascio della “certificazione”. Si tratta di un certificato che attesta la conformità sia delle infrastrutture, impianti e sistemi dell’aeroporto, sia l’idoneità della organizzazione del gestore, intesa quale insieme di risorse umane, mezzi e procedure, volte ad assicurare il mantenimento delle condizioni di sicurezza stabilite per gli aeroporti. Una certificazione determinante che deve essere mantenuta pena la chiusura dello scalo alle operazioni aeree e quindi allo stop di tutte le altre attività di business collegate. Ma chi segue questo inarrestabile e delicato processo in un mondo ancora troppo al maschile? Lo chiediamo alle dirette interessate le nostre Safety & Compliance Manager (S&CMM), di Fiumicino Marina Maschio, e di Ciampino, Cristina Panniello.  Donne appunto che nel loro ruolo chiave assicurano lo sviluppo, il coordinamento e il mantenimento di un efficace “Sistema di Gestione della Safety e della Compliance aeroportuale”.

 

Partiamo da Cristina che ci racconta di un lavoro, il vostro, che non tutti sanno cos’è. Lo vogliamo spiegare brevemente?

“Cercherò di riassumere il nostro ruolo in poche righe. L’aeroporto è un sistema complesso che va guidato al rispetto di numerose regole tecniche al cui adempimento vigiliamo attente con la nostra squadra attraverso controlli periodici e ben strutturati. Seguire la normativa tuttavia, talvolta, è necessario ma non sufficiente e subentra allora la gestione del rischio. Noi identifichiamo i pericoli e valutiamo i rischi richiedendo agli owner di processo sforzi continui per mettere in campo tutte le misure idonee tese a prevenire eventi indesiderati; oppure a correggere il sistema qualora gli eventi abbiano, purtroppo luogo. Talvolta controllori, talvolta investigatori, talvolta promotori, facciamo del nostro meglio affinché gli aeroplani e i passeggeri a bordo possano ricordare l’esperienza di volo da o per i nostri scali, come un viaggio meraviglioso da ripetere il prima possibile”.

 

Marina, essere il S&CMM è il tuo sogno nel cassetto o volevi fare altro?

“Devo ammettere che, figlia d’arte, avevo 5 anni quando già parlavo di Fiumicino”. Quel luogo misterioso che mi portava sempre via il papà che partiva per i suoi lunghi viaggi da pilota. Lavorare a ‘Flumicino’ perché così lo chiamavo, per me significava vedere di più il papà. A 8 anni volevo fare il pilota, a 15 ho cambiato idea e volevo fare l’ingegnere aeronautico. Nessuno è più riuscito a modificare le mie intenzioni. Gli aeroplani sono radicati nella mia anima.

 

Cristina, un ruolo impegnativo come coniughi lavoro e famiglia?

“Non sempre è semplice conciliare la vita lavorativa con quella privata, perché capita spesso di fare tardi, di lavorare anche nel tempo libero, per concludere un lavoro o semplicemente perché mi va di farlo. Inevitabilmente però si toglie del tempo agli affetti e alla famiglia. Ed è per questo che bisogna essere molto organizzate anche nella vita privata e fare in modo che tutto sia gestito e sotto controllo, proprio come per le valutazioni del rischio. Anche se non sempre va tutto liscio, sono fortunata, perché chi mi sta vicino comprende le difficoltà e mi supporta nei momenti più difficili”.

 

Marina, quando ti presenti alle persone come manager qual è la reazione dei colleghi uomini?

“Io: ‘Molto lieta Maschio’. L’interlocutore: ‘Non si direbbe’ …. 

A parte la battuta che il mio cognome offre su un piatto di argento, non mi è capitato di vedere sguardi stupiti, smarriti o contrariati. Credo che la reazione possa tuttavia, positiva o negativa che sia, essere generata dal mio profilo caratteriale non di certo dal mio profilo di genere”. 

 

Cristina, quali sfide cogli nel tuo ruolo di donna manager?

“Da manager donna e giovane sento che al primo impatto con nuovi colleghi e interlocutori devo spesso dimostrare di essere all’altezza del mio ruolo, per spegnere sul nascere i pregiudizi che a volte ho percepito nei miei confronti, sia da parte di uomini che di donne. Mi è tuttavia capitato più di una volta, che i colleghi che inizialmente si sono mostrati più scettici, sono quelli che mi hanno dimostrato maggiore stima nel corso del tempo. Far ricredere le persone è una di quelle ‘sfide’ che, una volta vinte, danno poi maggiori soddisfazioni”.

 

Marina, pregi e difetti di essere donna in un ruolo così particolare?

“Non vorrei parlare di pregi e di difetti; quelli accomunano tutti i ruoli e tutti gli esseri umani indipendentemente dal genere. La complicazione maggiore è l’equilibrio casa lavoro/affetti (anche quelli a quattro a zampe!). Ancora troppo spesso, soprattutto nella nostra nazione si tende a equiparare le ore in ufficio a efficienza, professionalità e importanza. Una logica non scritta a cui spesso si associano, seppur inconsciamente, valutazioni. Io sono profondamente convinta che riuscire a tenere un buon equilibrio tra vita lavorativa e vita privata sia una fonte inesauribile di motivazione, energia, lucidità ed efficacia, pur nel rispetto di esigenze operative che, è proprio il fascino del nostro mestiere, fanno dell’aeroporto, inevitabilmente, una seconda casa.  Non è la quantità del tempo dedicato è la qualità che fa la differenza. A volte non bastano 12 ore lavorative, a volte senza ‘dispersioni’ ne sono sufficienti 8. Lasciamo alle mamme e ai papà il tempo di crescere i propri figli con le solidi radici dell’accudimento e dell’insegnamento; per quello certo, ci vuole tanto tempo!

Se vogliamo parlare, infine, di valore aggiunto, il lavoro in Aeroporto è una esperienza non facilmente replicabile; addestra alla flessibilità, alla gestione dell’imprevisto, alla comprensione della complessità, alla logica di sistema. Ogni giorno, nel mio ruolo, imparo qualcosa di nuovo e affascinante. Ogni giorno, il mio operato, è una fonte di stimoli e conoscenza. Ogni giorno è diverso dal precedente e sarà diverso da domani”.

 

Cristina, quali consigli daresti a chi si affaccia alla carriera manageriale?

“Mi sento di consigliare di non abbattersi nei momenti difficili, in cui ci si sente soccombere sotto il peso delle responsabilità o semplicemente dei carichi di lavoro. La carriera manageriale è sicuramente difficile, ma riserva anche soddisfazioni che altrimenti non si potrebbero avere. Avere la responsabilità di incidere nel lavoro degli altri e di prendere decisioni che possono coinvolgere più persone, da una parte può essere fonte di ansia, ma dall’altra sentirsi parte attiva nei successi dell’azienda ripaga di tutto. Consiglio anche di trovare il tempo di fermarsi ogni tanto, per rimettere ordine nella testa, non solo nel lavoro. Una delle qualità del buon manager penso sia la lucidità nei momenti di maggiore pressione, e questa può essere mantenuta soltanto allentando di tanto in tanto quella pressione”.

 

Marina, che tipo di rapporto si instaura fra te e i tuoi interlocutori e collaboratori?

“Né più né meno di quello che ‘Marino Maschio’ (se fossi nata uomo) avrebbe instaurato con interlocutori e collaboratori, almeno da parte mia, con i miei grandi pregi e con i miei grandi difetti. 

Aeroporti di Roma è una grande famiglia di persone di ogni genere e razza, unici, in quanto esseri viventi, con le proprie storie e aspirazioni, affiancate nel perseguire un grande obiettivo comune; crescere insieme e fare crescere il nostro Aeroporto proiettandolo in un futuro che continuerà a distinguerlo per la sua eccellenza. Cosa si può volere di più”? 

 

E tu Cristina per quanto riguarda i tuoi rapporti?

“Sono una persona che pretende tanto da sé stessa e quindi anche dai miei collaboratori, ma non per questo mi pongo in modo superiore a loro e cerco sempre di trainarli con l’esempio più che con l’autorità. Con gli altri interlocutori mantengo per quanto possibile un rapporto informale e di collaborazione, perché ritengo l’azienda in generale come una squadra, in cui si possa fare bene solo tutti insieme, senza protagonismi. A volte posso sembrare un po’ ‘dura’, ma solitamente mi metto in discussione, per trovare dei punti d’incontro con tutti”.

 

Ma andiamo a snocciolare qualche dato dall’ultimo rapporto del marzo scorso di Manageritalia www.manageritalia.it (Federazione nazionale dirigenti, quadri e professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato). Dalle percentuali risulta che la ripresa tra i dirigenti privati è guidata dalle donne, oggi il 18,3% del totale ed è cresciuto del 49% dal 2008 al 2019, a fronte di un calo del 10% degli uomini, e del terziario. Tra i quadri vero serbatoio per la futura dirigenza le donne sono il 30%, il 37% nelle under 35 e il 34,3% tra le under 40. La classifica dirigenti donna per regioni e province vede prevalere in sequenza percentuale: Molise (30%), Sicilia (25,5%), Lazio (24,1%), Basilicata e Lombardia (20%), con quest’ultima prima per numeri (10.171). A fondo classifica in terzultima posizione la Calabria (14,6%) e, addirittura sotto il 10% di peso femminile, l’Abruzzo (9,3%) e il Trentino-Alto Adige (9,2%). 

Quindi siamo ancora lontani dalla parità, anche se nell’S&CMM di ADR con un passato al maschile, vede oggi la presenza femminile a oltre il 38%. Comunque, la corsa continua senza rassegnazione ma con determinazione – come si evince dalle risposte delle intervistate – mirata a superare ogni ostacolo e spinte da una passione che va oltre i sogni e gli ideali. Queste sono le nostre donne manager,  in grado di coniugare famiglia e affetti, femminilità e intelligenza, lasciando poco margine alle critiche di una retorica banale e sterile di qualche maschilista incapace e vincolato a vecchi schemi. Ma una velata paura serpeggia tra noi uomini, vista la preparazione di molte donne, forse in futuro saremo noi uomini a dover ricorrere alle “quote maschio”, per garantirci il comando! E chiuderei con una citazione di una donna: “La testa, c’è chi l’abbassa, chi la nasconde e chi la perde. Io preferisco chi la usa” (Rita Levi Montalcini).

 

Chi sono Marina e Cristina?


 

Titolo
accademico

Ingegnere aeronautico

Ingegnere gestionale

Città di provenienza

Roma

Brindisi

In ADR dal

2015

2020

Hobby/Passioni

Adoro l’arte creativa; dipingo e mi diletto nella produzione di vestiti a maglia e all’uncinetto. Mi ubriaco d’immenso scrivendo poesie che custodisco con grande riserbo. Amo danzare e liberare la mente con la manutenzione casalinga fai da te e con la cura amorevole del mio giardino e del mio orto estivo. Mare o Montagna? Ovunque purché l’ambiente favorisca il silenzio e la riflessione, la natura sia protagonista e permetta la fuga della mia mente.

cui riesco a liberare la mente. Sono nata e cresciuta al mare e tornarci mi riporta nella mia dimensione, ritrovando me stessa. Mi piace viaggiare, e appena ne ho le possibilità organizzo un viaggio, non solo per divertirmi e visitare nuovi posti, ma anche perché amo immergermi in altre culture. Nella quotidianità le mie valvole di sfogo sono la musica e la cucina che mi aiutano a scaricare la tensione.

Rapporto con gli animali

Nata e vissuta in mezzo agli animali; 5 cavalli, 7 cani e 4 gatti. Ora sono la amata compagna di due cani meravigliosi che ogni giorno mi insegnano, davvero, qualcosa.

Mi piacerebbe tanto avere un cane, è il sogno da bambina, ma sono consapevole di quanto sia impegnativo ed è per questo che non ho mai deciso di adottarne uno. 

Personaggio
d’ispirazione

Nessun personaggio di ispirazione, preferisco, ogni giorno, cercare di ispirare me stessa a non diventare un personaggio bensì una persona migliore.

Non mi ispiro a nessuno in particolare, perché penso sia meglio vivere seguendo il proprio istinto e carattere. Seguo i valori che mi ha trasmesso la mia famiglia, su cui incentro le mie scelte.

 

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