“Il porto più bello del mondo”

Quaranta personaggi nella galleria di Gianni Maritati e Pino Rampolla, testimoniano la bellezza del litorale da cinema e tv

Di Maria Francesca Raiola

 

 

 
L’ultima fatica di Gianni Maritati e Pino Rampolla è: “Ostia, le tracce della storia. Da Enea a Sami Modiano”. Qui l’autore dei Testi, Gianni Maritati, espone con maestria e con eleganza narrativa la storia di alcuni tra i più illustri personaggi che hanno vissuto a Ostia e nel territorio circostante, lasciando delle tracce indelebili. Un libro arricchito dagli abili scatti del fotografo Pino Rampolla, che con le sue immagini ha ritratto la storia e i personaggi presenti nel volume. In occasione della presentazione dell’opera abbiamo chiesto a Maritati alcune nostre curiosità.

Nel libro hai presentato personaggi da Enea a Sami Modiano, cosa ti ha ispirato nella scelta?

Ho pensato al fatto che Ostia non è un semplice quartiere di Roma, ma esiste una storia che molti non conoscono o conoscono solo in modo generico, invece, questo territorio è ricchissimo di riferimenti, passaggi storici e d’impressioni simboliche. Ostia non è solo sinonimo di scampagnata al mare o di vacanza, è anche Ostia Antica con tutto il suo valore storico. Nel corso dei secoli il litorale ha sempre avuto presenze importanti: Enea che è sbarcato sicuramente qui vicino, rimane un punto di riferimento mitologico e storico essenziale, fino all’ultimo Sami Modiano che è stato testimone della Shoah ed è l’unico vivente che ho inserito nella galleria, composta di quaranta ritratti bibliografici.

L’abbinamento tra le immagini e i personaggi citati, ha suscitato la curiosità delle persone, come è nata quest’idea?

Anche questo libro è frutto della quarantena dello scorso anno, si doveva stare chiusi in casa, e questo per me, sempre curioso di conoscere posti nuovi, ha rappresentato un sacrificio immenso. Quindi con Pino Rampolla abbiamo escogitato questa modalità narrativa per cui attraverso le parole e le immagini cerchiamo di raccontare quello che nel corso dei secoli ci ha preceduto. Il lockdown ci negava il presente, così ci siamo tuffati nella storia, cercando di descriverla sia in modo divulgativo, sia per far capire come camminando per Ostia e dintorni ci siano elementi storici che magari, per uno sguardo poco attento, non attirano l’attenzione o non vengano percepiti dalla nostra distrazione. Spinti da questa curiosità, abbiamo cercato di valorizzare nel modo più semplice e comprensibile il nostro patrimonio culturale che è rilevante e per certi tratti sconosciuto. Il lettore, attraverso questo viaggio narrativo, potrà scoprire le origini di Tor San Michele, disegnata da Michelangelo oppure perché Raffaello ha dipinto nella Stanza dell’Incendio di Borgo, una delle Stanze Vaticane, la “Battaglia di Ostia”.

Tra le figure citate nel tuo libro c’è Monsignor Clemente Riva, hai lanciato tu l’idea che si è poi concretizzata  dedicandogli un parco. Che cosa vi lega così profondamente?

Monsignor Riva in qualità di vescovo ausiliare di Roma per il settore Sud, negli anni settanta veniva molto spesso a Ostia, anche con i mezzi pubblici, e s’intratteneva con i giovani ed io ero uno di quelli che ammiravano i suoi insegnamenti. Era un modello di stile francescano, un esempio di vita che attirava non solo me, ma tantissime altre persone, anche di altre confessioni cristiane o religioni. Quest’anno la ricorrenza; si festeggiano i dieci anni del Parco “Clemente Riva”.

Da Enea a oggi qual è per te il personaggio che ha reso più bella Ostia?

Tra i tanti potrei citare Madre Teresa di Calcutta che veniva molto volentieri a Ostia, con le sue suore, operando nella parte più dimenticata del litorale: l’Idroscalo, curandosi dei più poveri. Madre Teresa propose la costruzione di una Chiesa, un desiderio poi realizzato. So per certo del suo splendido rapporto con le persone, interessandosi anche delle più piccole cose e chiamando per nome i bambini che assisteva.

Qual è il tuo rapporto con l’aeroporto?

Per me l’aeroporto è un luogo magico. Dove tutti s’incontrano e si scambiano le proprie esperienze, mi affascina il passaggio delle persone da un paese all’altro. Vedere persone di nazionalità e culture diverse m’ispira curiosità e tanta allegria.

Che ne pensi dell’Ostia di oggi?

Dunque… l’Ostia di oggi è un po’ trascurata, vorrei fosse più pulita e ordinata. Ho in mente una integrazione a livello turistico tra Ostia, Fiumicino e Ostia Antica. Bisognerebbe recuperare la vocazione turistico - culturale in chiave di solidarietà territoriale, uscendo dal circuito del turismo occasionale.

Nel tuo libro parli di Modiano, reduce dell’olocausto, qual è la tua idea sulla Shoah?

La Shoah è stato il buco nero del XX secolo, è un grande trauma collettivo che dobbiamo assolutamente ricordare e commemorare, per migliorare la nostra cittadinanza e costruire una civiltà di amicizia e di pace.

Secondo te la politica ha adeguatamente supportato la crescita culturale del territorio?

Penso di no, ma questo è un male un po’ antico. La politica anche nelle epoche precedenti ha sempre fatto fatica a valorizzare i beni culturali di Ostia, perché tende a rincorrere l’utilità del momento, bisognerebbe invece programmare nel lungo termine. Per questo mi rivolgo più ai mondi della cultura, dell’economia, dello sport e del volontariato, perché da questi punti di vista la visione è più ampia e l’interesse più profondo.

E invece in prospettiva?

Sicuramente dopo il superamento dell’emergenza Covid ci sarà una rifioritura d’iniziative culturali, senza abbandonare quello che di buono ci ha insegnato questo periodo. Finora abbiamo seguito un modello di sviluppo a senso unico, dovremmo ritornare all’essenziale delle cose, curando maggiormente la qualità degli eventi più che la quantità. Stiamo lavorando per organizzare delle Mini-Feste del libro, nel “Giardino della Famiglia” di Santa Monica.

Nella prefazione tu dici di essere “fiero di avere del sale nel sangue” che significa?

Significa avere una felice dipendenza dal mare in tutte le stagioni, in tutte le sue espressioni, specie quando sono di cattivo umore, mi rasserena, il mare mi accompagna da sempre, è un amico è anche fonte d’ispirazione poetica e letteraria.

Ringraziamo l’autore per la disponibilità e gli auguriamo un grande in bocca al lupo, per le prossime iniziative, speriamo presto.

 

Trampolino della piscina dello stabilimento Kursaal,  alla cui realizzazione partecipò Pier Luigi Nervi, divenne simbolo del boom economico italiano agli inizi degli anni sessanta