ADR vigila sul “pieno” di carburante in aeroporto

È operativo all’aeroporto di Fiumicino il Piano di Business Continuity del carburante degli aerei, per impedire alle compagnie aeree di restare a secco e causare eventuali disagi ai passeggeri. Lo spiega in un’intervista Marco Pellegrino, responsabile dell’ente Airside Operations & First Aid

di Giovanni Muratore

 


 

Saper analizzare e gestire in modo adeguato i rischi e le conseguenze di eventuali anomalie è diventato un fattore primario per tutte le aziende. La capacità di prevedere il rischio d’impresa e di governare la complessità, attuando opportune azioni di mitigazione, è fondamentale per proteggere il business e mantenere dritta la rotta.

 

Qualche anno prima che scoppiasse la guerra in Ucraina e si parlasse della possibile crisi energetica e petrolifera in Italia e in Europa, ADR, lavorando insieme alle aziende che curano il rifornimento di carburante avio a Fiumicino, si è posta il problema dell’eventuale carenza di fuel con inevitabili disagi per compagnie aeree e passeggeri, mettendo a punto un dettagliato Piano di Fuel Business Continuity, al fine di garantire standard di risposta, prontezza delle decisioni e circolarità delle informazioni.

 

Il rischio di restare a secco in aeroporto è meno improbabile di quanto si pensi, ecco qualche esempio recente:

 

  • Buncefield (UK), 11/12/2005, un guasto al sistema automatico di riempimento dei serbatoi causa la fuoriuscita di 250mila litri di petrolio ed una serie di incendi ed esplosioni. L’aeroporto di Londra Heathrow ha dovuto razionare il jet fuel per fronteggiare questa crisi.

 

  • Auckland (NZ), 14/09/2017, una scavatrice provoca una grave perdita di carburante nella raffineria che rifornisce uno dei maggiori scali della Nuova Zelanda. Per l’impossibilità di rifornire gli aerei migliaia di passeggeri sono rimaste a terra e decine di voli sono stati cancellati.
     
  • Oleodotto Colonial, New Jersey (USA), 29/04/2021, un attacco hacker alla rete aziendale di una delle principali compagnie petrolifere statunitensi che serve anche gli scali del Nordamerica, ha ridotto improvvisamente le scorte di carburante e la distribuzione è ripresa soltanto dopo il pagamento di un ricatto online (4,4 milioni di dollari).  

 

Anche a casa nostra abbiamo avuto casi analoghi: in particolare il 6 novembre 2018 un furto di carburante dalle condutture adiacenti all’aeroporto di Fiumicino ha causato fiamme e un’esplosione, per fortuna senza vittime. La ridondanza delle condutture ed il periodo autunnale, caratterizzato da scarso traffico aereo, hanno evitato danni più seri e non ci sono stati ritardi.

Per cercare d’impedire questi eventi, che possono minacciare l’approvvigionamento e la disponibilità di carburante per le aviolinee, oltre a causare danni d’immagine e ingenti costi agli stakeholders coinvolti, è necessaria un’accurata analisi del rischio ed una pianificazione delle azioni da predisporre, al fine di evitare o limitare al massimo le criticità in caso d’incidente, furto, evento naturale, guasto tecnico, ecc.

 

Quali sono le contromisure adottate da ADR per assicurare la Fuel Business Continuity e quale è stato l’approccio di analisi dei rischi?

Per pianificare bene la business continuity servono la fiducia e la collaborazione di tutti gli stakeholders interessati - spiega Marco Pellegrino, Post Holder Area di movimento a FCO e responsabile Airside Operations & Fist Aid di ADR - ecco perché un paio di anni fa abbiamo avviato un gruppo di lavoro, formato dagli operatori delle società che curano le varie fasi (fornitura, stoccaggio, distribuzione ed erogazione del carburante avio) e dai rappresentanti del MISE  Ministero per lo Sviluppo Economico, che è l’Authority preposta a disciplinare e legiferare in questi casi. Abbiamo usato il cosiddetto metodo Bow-tie (dal nome del cravattino a farfalla), che è un metodo, strutturato e molto diffuso, di analisi e gestione del rischio. Ne deriva una griglia a forma di papillon che fa visualizzare la mappa dei rischi, individuati tramite una serie di passaggi fondamentali:

  • analisi delle cause
  • identificazione delle conseguenze
  • individuazione delle barriere (tecniche ed organizzativo-gestionali) atte a prevenire o a mitigare i pericoli
  • identificazione delle possibili criticità del sistema in esame.

Fatto ciò, si passa alla pianificazione strategica per garantire la continuità della prestazione (in questo caso la disponibilità costante di carburante, ndr).

Con la valutazione Bow-Tie, che assegna un punteggio in base alla possibile frequenza di un evento (da improbabile, a remoto, a occasionale, a frequente) abbiamo calcolato le possibili conseguenze, prevedendo le necessarie azioni da attuare, ed abbiamo analizzato le diverse componenti del sistema per il rifornimento degli aerei:

  • presenza e disponibilità delle piattaforme di attracco delle navi petrolifere
  • capacità e affidabilità dei depositi di stoccaggio
  • disponibilità e ridondanza delle condutture per la distribuzione dai depositi fino agli erogatori presenti in aeroporto.

Sulla base delle previsioni meteorologiche dell’ultimo decennio, fondamentali per capire la movimentazione in mare e in piattaforma, analizzando la domanda e il consumo medio di carburante negli anni, è stato possibile identificare con gli operatori un programma, mensile e stagionale, in base al quale ogni società può determinare l’approvvigionamento e la distribuzione di fuel. Con questa pianificazione è pertanto possibile prevedere e gestire in modo adeguato le possibili criticità ed anomalie, senza mettere a repentaglio la fornitura di carburante per gli aerei di Fiumicino

Il Business Continuity Plan prevede anche la gestione dei flussi informativi e la creazione di un’unità di crisi in caso di necessità?

Al processo di pianificazione – conclude Marco Pellegrino – si affianca il flusso strutturato dello scambio d’informazioni, cosicché, se a causa di un imprevisto esogeno (disalimentazione elettrica, condizioni meteo avverse, tentativi di furto del carburante, ecc.) o endogeno (guasto agli impianti, scioperi, assenza di personale, ecc.) dovesse risultare indisponibile un impianto o una fornitura, scatta un processo comunicativo che allerta velocemente, tramite un app su smartphone, tutte le persone del tavolo tecnico, formato da operatori privati e autorità pubbliche. Questa escalation prevede tre livelli, dal meno urgente al più urgente come avviene per la gestione delle emergenze aeroportuali, e fa sì che le decisioni necessarie vengano prese rapidamente e seguendo uno schema preordinato e non casuale.

Anche la Fuel Business Continuity si affianca alle molteplici iniziative messe in campo da ADR per garantire la sostenibilità complessiva del nostro aeroporto di Fiumicino, in prima fila tra gli aeroporti europei per la riduzione dell’impatto sull’ambiente delle attività aeroportuali attraverso soluzioni alternative e innovative, quali ad esempio l’adozione di carburanti bio di nuova generazione, a basse emissioni rispetto ai carburanti fossili tradizionali.