Mini rivoluzione a Fiumicino il 25 ottobre. Nella notte del 24 un piccolo “esercito” di tecnici e addetti scenderà in campo per cambiare la segnaletica dei Terminal, quella stradale, nei parcheggi e in tutte le aree aperte al pubblico.
Adeguandosi ai grandi aeroporti del mondo, lo scalo romano adotta infatti il sistema di identificazione numerica dei Terminal: 1, 2, 3, 5 e distingue le aree d’imbarco che saranno indicate con codice letterale B, C, D, G, H, completate entro il 2014 con le nuove aree A, E, F.
La modifica nella segnaletica risponde al duplice obiettivo di razionalizzare la situazione esistente ma anche di riallineare la segnaletica a quanto avviene, riguardo alla denominazione dei Terminal, nei grandi aeroporti internazionali.
La nuova nomenclatura di riferimento per il sistema delle aerostazioni è così stabilita:
Il Terminal A è rinominato Terminal 1 (T1)
Il Terminal AA è rinominato Terminal 2 (T2)
I Terminal B e C (ora unificati) sono rinominati Terminal 3 (T3)
Il Terminal sussidiario voli sensibili è confermato Terminal 5 (T5)
Nuova denominazione, letterale B, C, D, G, H, delle aree di imbarco.
Il Direttore Aviation e Sicurezza di ADR, Elia Pistola, ha spiegato in 'un'intervista, tutti i dettagli del progetto:
Al via la nuova segnaletica Il Terminal A cambierà denominazione e diventerà il Terminal 1. Il Terminal AA diventerà Terminal 2. Il B e C – insieme – diventeranno il Terminal 3. Adeguandosi ai grandi hub del mondo, l’aeroporto della Capitale adotta il sistema di identificazione numerica dei Terminal e li distingue definitivamente dalle aree d’imbarco, le quali saranno identificate con lettere dalla A alla H. La rivoluzione nella segnaletica risponde a un duplice obiettivo, spiega il Direttore Aviation e Security Elia Pistola: “Il progetto di rinnovamento vuole razionalizzare la situazione esistente e allineare la denominazione delle aree d’interesse dei passeggeri, i Terminal e l’interno delle aerostazioni, a quanto avviene nei grandi aeroporti internazionali, con valori di traffico simili a quelli di Fiumicino”.
Perché si è reso necessario razionalizzare la segnaletica? "Nell’aeroporto di Fiumicino si sono verificate implementazioni infrastrutturali progressive nel tempo, che sono state identificate con una denominazione non consequenziale e fuorviante rispetto alla reale collocazione. Per fare un esempio, le aree d’imbarco caratterizzate dalla lettera C sono collocate sia al Terminal omonimo, sia al Satellite Ovest. Questo è avvenuto poiché, quando è stato realizzato il Satellite, si è ritenuto opportuno proseguire con la numerazione delle uscite consecutiva a quelle del Terminal e caratterizzate dalla stessa lettera dell’alfabeto. Le nuove uscite del Terminal C, realizzate successivamente al Satellite, ne proseguono la numerazione, creando un "salto" logico difficilmente comprensibile per i passeggeri. Allo stesso modo, l’uso della doppia A per identificare uno dei Terminal non corrisponde alla denominazione delle uscite d’imbarco in esso collocate, identificate con la A singola. Soltanto gli operatori che svolgono nell’area un’attività continuativa sanno che alcune uscite identificate dalla lettera A si trovano fuori del Molo omonimo. Questo è avvenuto perché l’aeroporto è stato ingrandito, in alcuni casi al di fuori di qualsiasi programmazione, con un processo durato negli anni e i precedenti piani di sviluppo infrastrutturale non tenevano conto della necessità di armonizzare la segnaletica relativa".
Quali sono le novità introdotte? "La nuova segnaletica modifica l’impostazione precedente: dal prossimo mese di ottobre i Terminal A, AA, B e C, diventeranno rispettivamente 1, 2, 3 (poiché B e C saranno unificati), cui si aggiunge l’esistente T 5, che manterrà l’attuale denominazione. Questo perché la futura aerostazione per i voli sensibili, che sarà collocata oltre l’attuale area Cerimoniale, diventerà il Terminal 4, in un’ottica che tiene conto delle infrastrutture che nasceranno in futuro. Lo stesso avverrà per le aree d’imbarco, la cui lettera di denominazione ne identificherà il luogo fisico e terrà conto di quelle previste dal Piano di Sviluppo al 2020. La nuova denominazione risponde ad una logica di lungo periodo e utilizza tecniche dettate da una consuetudine internazionale, in sintonia con quanto i passeggeri sono abituati a trovare in altri scali nel mondo. Il maggiore problema nell’orientarsi, riguarderà soprattutto gli operatori, che dovranno abbandonare i riferimenti logistici dettati dalla memoria e porre grande attenzione, almeno nella fase iniziale, alla nuova nomenclatura. Ritengo comunque che l’opera di razionalizzazione messa in atto e il piano di comunicazione che la illustra, faciliteranno il lavoro di apprendimento”.
Perché è stato scelto l’autunno per porre in atto questo progetto? Questa scelta deriva dalla necessità di evitare possibili errori nell’interpretazione della nuova segnaletica nel momento più "caldo" dell’anno, in cui ci attendiamo comunque una, se pur parziale, ripresa del traffico. In autunno, in presenza di un minor numero di passeggeri, gli operatori potranno consolidare la conoscenza della nuova denominazione e limitare gli eventuali margini d’errore”.